Legge di Okun: crescita del PIL e disoccupazione
Scopri le due versioni della legge di Okun e perché la stessa crescita del PIL può accompagnarsi a variazioni diverse della disoccupazione.
In questa guidaChe cosa riassume la legge di Okun
Breve sintesi
La legge di Okun riassume una regolarità empirica tra produzione reale e disoccupazione osservata spesso nei dati degli Stati Uniti. Può aiutare a organizzare una stima, ma non è una legge causale della natura né un coefficiente fisso valido ovunque. Il risultato dipende dall’equazione, dalle misure, dal periodo e dalle condizioni del mercato del lavoro scelti.
Che cosa riassume la legge di Okun
Quando la produzione cresce, le imprese spesso hanno bisogno di più ore lavorate o di più addetti; quando la produzione cala, la domanda di lavoro può indebolirsi. La legge di Okun sintetizza la tendenza statistica per cui una crescita più rapida del prodotto si accompagna di solito a variazioni più contenute o a una diminuzione del tasso di disoccupazione. Il nome richiama l’economista Arthur Okun. Nel 1962 confrontò la crescita della produzione reale con le variazioni del tasso di disoccupazione e studiò anche la distanza tra produzione effettiva e potenziale e tra disoccupazione effettiva e un livello di riferimento. Fin dall’inizio, quindi, l’idea comprendeva più modi di misurare la relazione, non una formula universale. {source:frbStLouisOutputUnemployment2013}
La parola “legge” può trarre in inganno se la si interpreta come una regola naturale. Il lavoro di Okun descriveva una relazione empirica: una sintesi statistica del modo in cui due misure si muovono insieme in determinati dati. È coerente con l’intuizione che un’economia che produce meno beni e servizi spesso abbia una domanda di lavoro più debole, ma non dimostra che ogni variazione della produzione causi da sola una precisa variazione della disoccupazione. La relazione offre un punto di partenza per l’analisi, non una risposta automatica.
Due versioni che rispondono a domande diverse
La versione basata sulla crescita confronta il tasso di crescita del PIL reale con la variazione del tasso di disoccupazione nello stesso intervallo. In forma schematica, un modello può essere scritto così: variazione della disoccupazione = costante − β × crescita del PIL reale + errore. Se β è positivo, una crescita più elevata del prodotto è associata a una variazione più bassa della disoccupazione, a parità degli altri fattori. L’unità di β è in genere il numero di punti percentuali di variazione della disoccupazione per ogni punto percentuale di crescita del prodotto. Occorre controllare se la crescita trimestrale è annualizzata e se la variazione del tasso è espressa in punti percentuali.
La versione basata sui divari confronta la produzione effettiva con una stima della produzione potenziale e la disoccupazione effettiva con una stima del livello di riferimento. Un divario del prodotto positivo indica che la produzione è sopra il potenziale stimato; il divario di disoccupazione è il tasso effettivo meno quello di riferimento. Una specificazione può essere: divario di disoccupazione = −β × divario del prodotto + altri fattori. Potenziale e livello di riferimento non si osservano direttamente. La Federal Reserve spiega che il divario del prodotto dipende da una stima del percorso produttivo sostenibile, che può cambiare con il metodo e le ipotesi. {source:frbMishkinPotentialOutput2007}
I coefficienti delle due versioni non si possono scambiare senza verifica. La versione della crescita collega la crescita in un periodo alla variazione della disoccupazione nello stesso intervallo; quella dei divari collega due scostamenti dai rispettivi riferimenti. Variabili, orizzonti, unità e metodi di stima sono diversi. Un numero ricavato da una versione non risponde direttamente alla domanda posta dall’altra, tanto meno in un altro paese o periodo.
Un esempio di divario con numeri inventati
Supponiamo, solo per mostrare il calcolo, che il divario del prodotto sia +2%. Nell’esempio, il livello effettivo della produzione è del 2% sopra il prodotto potenziale ipotizzato. Fissiamo un coefficiente β inventato di 0,5 punti percentuali di divario della disoccupazione per ogni punto percentuale di aumento del divario del prodotto. Il divario di disoccupazione previsto dall’illustrazione è −0,5 × 2 = −1 punto percentuale. Se anche il tasso di riferimento ipotetico è 5%, il modello illustrativo indica il 4%: 5% meno un punto percentuale.
Questi numeri sono inventati per chiarire segno e unità; non sono una stima empirica, una media osservata, dati attuali o una previsione. Un divario del prodotto di +2% non significa che il PIL sia cresciuto del 2% nel periodo: significa che il suo livello supera del 2% il potenziale stimato. Il passaggio dal 5% al 4% è una differenza di un punto percentuale; la riduzione relativa del tasso iniziale è invece del 20%. La percentuale misura una quota relativa, mentre il punto percentuale confronta due valori espressi in percentuale.
La produzione può cambiare senza un cambiamento equivalente nell’occupazione
La produzione dipende dal numero di lavoratori, dalle ore lavorate e dalla produttività. Se le stesse persone producono di più per ora, il PIL reale può aumentare senza un’assunzione proporzionale. Al contrario, un’impresa può mantenere il personale ma ridurre le ore quando la domanda si indebolisce. A volte un’impresa conserva temporaneamente lavoratori già formati durante una fase debole, aspettando una ripresa: è una forma di accumulo o trattenimento di manodopera. Per questo output, numero di occupati e ore possono muoversi a velocità diverse.
Conta anche la composizione settoriale: manifattura, servizi ed energia hanno andamenti diversi di ore, produttività e assunzioni. Inoltre, l’ingresso o l’uscita di persone dalla forza lavoro può modificare il tasso di disoccupazione senza una variazione proporzionale della produzione. Nelle misure statunitensi del BLS, in generale una persona è classificata come disoccupata se non ha un lavoro, lo cerca attivamente ed è disponibile; chi non soddisfa i criteri della forza lavoro resta fuori dal numeratore e dal denominatore del tasso ufficiale. Altri paesi possono adottare definizioni diverse. {source:blsCpsConcepts} {source:blsGovernmentMeasuresUnemployment}
L’esperienza del 2009 mostra perché è utile osservare la produttività. Un’analisi della Federal Reserve Bank of San Francisco esaminò un periodo in cui le imprese riuscirono a mantenere la produzione relativamente stabile mentre riducevano il personale; la forte crescita della produttività fu una spiegazione importante dello scostamento dal rapporto atteso. È l’analisi di un episodio specifico degli Stati Uniti, non la prova che la produttività spieghi sempre ogni sorpresa sulla disoccupazione. {source:frbsfOkunSurprise2009}

Tempi di aggiustamento e ciclo economico
Assunzioni e licenziamenti non seguono sempre ordini e produzione nello stesso trimestre. I responsabili possono attendere prima di aprire nuove posizioni, aumentare le ore del personale esistente o ridurle prima di licenziare. Quando le vendite ripartono, un’impresa può aumentare prima le ore e assumere solo quando ritiene durevole la ripresa. Per via di questi ritardi, il confronto tra trimestri può apparire diverso da un confronto annuale o da una media pluriennale.
Recessione e ripresa non sono necessariamente immagini speculari. Durante una contrazione rapida la disoccupazione può salire dopo l’indebolimento della produzione; nella ripresa il prodotto può recuperare prima delle assunzioni, oppure le imprese possono richiamare rapidamente il personale. Un’analisi della Federal Reserve Bank of San Francisco sugli scostamenti dalla legge di Okun confronta dati disponibili in tempo reale con serie riviste; le revisioni hanno modificato in parte l’impressione che la relazione fosse crollata. Gli autori osservano anche che deviazioni temporanee si verificano in altri episodi del ciclo economico. {source:frbsfOkunDeviations2014}
Perché il coefficiente varia tra paesi e periodi
Le stime possono variare in base a paese, regione, settore dominante, caratteristiche della forza lavoro, periodo, definizione del PIL, frequenza dei dati e metodo di calcolo della crescita. In mercati del lavoro con orari flessibili, gli aggiustamenti possono avvenire prima sulle ore; altrove possono concentrarsi sul numero di occupati. Partecipazione alla forza lavoro e migrazione possono cambiare il tasso di disoccupazione. La ricerca della Federal Reserve Bank of St. Louis documenta differenze tra stati e regioni degli Stati Uniti: un coefficiente nazionale non descrive necessariamente ogni area. {source:frbStLouisOutputUnemployment2013}
Anche il prodotto potenziale e il livello di disoccupazione di riferimento sono stimati, non osservati. Non esiste uno strumento che misuri direttamente quanto l’economia possa produrre in modo sostenibile senza pressioni indesiderate, o quale sia il livello “normale” di disoccupazione. Metodi statistici, revisioni e ipotesi diverse possono spostare la stima del potenziale o del riferimento. Di conseguenza, può cambiare anche il divario attribuito al passato quando le stime vengono aggiornate. Un intervento della Federal Reserve sulla misurazione del prodotto potenziale sottolinea che metodi ragionevoli possono produrre valutazioni differenti. {source:frbMishkinPotentialOutput2007}
Una relazione statistica non dimostra la causalità
La legge di Okun descrive un movimento medio congiunto, non un esperimento che isola una causa. La produzione può influire sul fabbisogno di lavoratori, ma anche occupazione, produttività, politiche, domanda e altri shock possono influire sul prodotto. Se due variabili si muovono insieme in un campione, ciò non chiarisce da solo la direzione causale né garantisce che il modello si ripeta.
I dati economici vengono inoltre rivisti. Le prime stime del PIL si basano su informazioni incomplete e possono cambiare; le indagini sul lavoro hanno definizioni e incertezze di misurazione proprie. Chi usa le informazioni disponibili allora può quindi ottenere un’impressione diversa da chi consulta le serie riviste. La ricerca della Federal Reserve Bank of San Francisco mostra che le revisioni possono modificare l’interpretazione di un episodio recessivo statunitense. La relazione può essere una componente di una previsione, ma ogni previsione dovrebbe indicare ipotesi, orizzonte e margine d’incertezza. {source:frbsfOkunDeviations2014}
Una lista di controllo per leggere una stima
Di fronte a un grafico o a una frase come “una certa crescita riduce la disoccupazione di una certa quantità”, chiediti quale equazione viene usata: la versione della crescita o quella dei divari? Controlla che variabili e unità coincidano. Il PIL reale cresce rispetto al trimestre precedente, rispetto all’anno precedente o rispetto a una tendenza? La variazione della disoccupazione è espressa in punti percentuali? Nella versione dei divari, come sono stimati prodotto potenziale e tasso di riferimento? Si usa il tasso standard oppure una misura più ampia di sottoutilizzo del lavoro?
Controlla anche periodo, frequenza, area geografica, campione e versione dei dati. La stima riguarda gli Stati Uniti, una regione o un altro paese? Include una recessione o una ripresa? Usa dati in tempo reale o rivisti? Per approfondire concetti collegati, leggi il divario del prodotto e il PIL potenziale, i tassi di disoccupazione U-3 e U-6 e il PIL nominale e reale. Questi temi aiutano a controllare se la stima confronta misure omogenee.
Se definizioni, segno e orizzonte non sono dichiarati, il coefficiente citato non basta per prevedere la disoccupazione. Tratta la legge di Okun come una sintesi empirica condizionata: aiuta a porre domande sul legame tra produzione e mercato del lavoro, mentre la risposta numerica dipende dai dati e dal contesto.
Domande frequenti
Q1La legge di Okun vale per ogni paese?
Non con un coefficiente fisso. La relazione è nota soprattutto dai dati statunitensi e le stime possono cambiare per paese, periodo, struttura del mercato del lavoro, definizioni e frequenza dei dati. Per un altro paese servono dati e metodi adatti al contesto locale.
Q2Un divario del prodotto di +2% significa che il PIL reale cresce del 2%?
No. Il divario confronta il livello della produzione effettiva con una stima della produzione potenziale. La crescita misura invece la variazione della produzione in un periodo. Le due versioni della legge di Okun usano quindi concetti e coefficienti differenti.
Q3La legge di Okun può prevedere con certezza il tasso di disoccupazione?
No. Può essere un elemento di un modello o di una previsione, ma il coefficiente non è fisso e i dati possono essere rivisti. Ore, produttività, assunzioni, partecipazione, misure scelte e fase del ciclo economico aggiungono incertezza.
Fonti e approfondimenti
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