Che cos’è la curva di Beveridge? Offerte di lavoro, disoccupazione ed efficienza degli abbinamenti
Scopri come leggere la curva di Beveridge, il tasso di posti vacanti e quello di disoccupazione, senza scambiarla per una previsione di recessione.
In questa guida1. Che cosa rappresenta la curva di Beveridge?
Breve sintesi
La curva di Beveridge descrive il rapporto tra il tasso di disoccupazione e il tasso di posti vacanti: la disoccupazione è sull’asse orizzontale e i posti vacanti su quello verticale. In genere la curva è decrescente, ma posizione e forma possono cambiare. È uno strumento per leggere il mercato del lavoro statunitense, non una previsione certa di recessione né dell’esito di una politica.
1. Che cosa rappresenta la curva di Beveridge?
La curva di Beveridge riassume il rapporto tra le persone senza lavoro e i posti che non sono ancora stati coperti. Nel caso degli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione proviene dalla Current Population Survey (CPS), un’indagine sulle famiglie, mentre i posti vacanti sono rilevati dal Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), un’indagine presso le imprese. Il grafico confronta quindi due misure aggregate ottenute da indagini diverse: non abbina ciascun disoccupato a una specifica offerta di lavoro.
Ogni punto rappresenta un periodo: quante persone risultano disoccupate e quante posizioni sono aperte. Osservare i punti di più periodi aiuta a capire se le opportunità disponibili sono relativamente numerose o scarse rispetto a chi cerca lavoro. Il BLS pubblica il grafico statunitense con i posti vacanti sull’asse verticale e la disoccupazione su quello orizzontale.
È un quadro diagnostico, non un elenco delle cause. Le assunzioni, le separazioni dal lavoro, la composizione di chi cerca un impiego e la compatibilità tra competenze e posti possono modificare il rapporto osservato. Un singolo punto o movimento non basta quindi a spiegare che cosa stia succedendo.
2. Come leggere i due assi
Sull’asse orizzontale, il tasso di disoccupazione indica la quota della forza lavoro classificata come disoccupata secondo la definizione dell’indagine sulle famiglie CPS. Anche chi è temporaneamente senza lavoro e si aspetta di essere richiamato può essere classificato come disoccupato, pur senza cercare attivamente un impiego; lo spiega la definizione CPS del BLS. Sull’asse verticale, il tasso JOLTS dei posti vacanti confronta le posizioni aperte con la somma degli occupati e dei posti aperti. Entrambi sono espressi in percentuale, ma derivano da concetti e modalità di rilevazione distinti.
La curva di Beveridge tende a scendere: quando il mercato del lavoro si indebolisce, i posti vacanti spesso diminuiscono mentre la disoccupazione aumenta. Quando la domanda di lavoro è più forte, le imprese di norma aprono più posizioni e la disoccupazione tende a essere inferiore. È una regolarità aggregata, non una regola secondo cui ogni calo dei posti vacanti produce automaticamente un determinato aumento della disoccupazione.
La curva appare spesso convessa. Nel tratto superiore più ripido, i posti vacanti possono diminuire molto mentre la disoccupazione sale di poco. In una parte più piatta, la stessa variazione dei posti vacanti può accompagnarsi a un aumento maggiore della disoccupazione. Curvatura e posizione dipendono dalle condizioni del mercato del lavoro: non esiste una forma invariabile valida per ogni periodo.
3. Come misura i posti vacanti il BLS?
JOLTS conta le posizioni aperte nell’ultimo giorno lavorativo del mese di riferimento solo se sono soddisfatte tre condizioni: esiste una posizione specifica e il lavoro è disponibile; l’attività può iniziare entro 30 giorni; il datore di lavoro sta cercando attivamente candidati dall’esterno dell’unità interessata. Un annuncio senza una posizione concreta, un’assunzione prevista solo in un futuro lontano o una ricerca limitata a trasferimenti interni non soddisfano questa definizione. Il BLS definisce così i posti vacanti JOLTS.
La formula del tasso di posti vacanti è:
Tasso di posti vacanti = posti vacanti ÷ (occupati + posti vacanti) × 100
Per esempio, con 920 occupati e 80 posizioni aperte, il tasso è 80 ÷ (920 + 80) × 100 = 8%. È un calcolo illustrativo, non un dato osservato dal BLS. Il denominatore conta: il tasso non equivale al semplice numero di annunci; confrontare conteggi assoluti fra economie o gruppi di dimensioni diverse può dare un’impressione fuorviante.
I posti vacanti sono uno stock osservato in un singolo momento, a fine mese. Assunzioni e cessazioni sono invece flussi misurati sull’intero mese. Anche le misure occupazionali JOLTS hanno un diverso periodo di riferimento. Le FAQ JOLTS del BLS spiegano queste differenze. Se si esaminano dati per dimensione del datore di lavoro, il BLS precisa che la classe si riferisce all’unità locale e non all’intera impresa e segnala limiti specifici: si veda la metodologia JOLTS per classe dimensionale.

4. Perché la curva tende a scendere e a incurvarsi?
Quando le imprese offrono molte posizioni rispetto al numero di disoccupati, per chi cerca un lavoro può essere più facile trovarne uno. Quando i posti sono pochi e le persone in cerca sono molte, gli abbinamenti medi possono essere più difficili. In economia, l’“efficienza degli abbinamenti” descrive quanto efficacemente persone in cerca e posti compatibili si incontrino, tenendo conto di tempo, informazioni, competenze e localizzazione.
Il rapporto non è lineare. Se le offerte sono molto numerose rispetto alle persone disponibili, altre posizioni possono competere per lo stesso gruppo di candidati; l’effetto di un nuovo posto vacante sulle assunzioni può quindi differire da quello osservato in un mercato più equilibrato. È uno dei motivi per cui la curva è spesso incurvata e per cui un calo dei posti vacanti nel tratto superiore non implica un identico aumento percentuale della disoccupazione.
Contano anche i flussi di lavoratori che perdono o lasciano il lavoro. Se aumentano le separazioni o i licenziamenti, la disoccupazione può crescere anche se i posti vacanti cambiano poco. Se competenze, settori o località delle offerte non corrispondono a quelle di chi cerca lavoro, possono coesistere molte posizioni aperte e un numero elevato di disoccupati. La curva aggregata mostra il risultato complessivo, non quale attrito ne sia la causa.
5. Movimento lungo la curva e spostamento della curva
Un movimento lungo la stessa curva presuppone che la relazione di fondo non sia cambiata. Quando la domanda di lavoro rallenta, le imprese possono ridurre i posti vacanti. A parità di altri fattori, il punto si sposta verso il basso sull’asse dei posti vacanti e verso destra sull’asse della disoccupazione. È una spiegazione concettuale, non una legge che determina sequenza o dimensione della risposta.
Immaginiamo tre punti ipotetici: A corrisponde a disoccupazione 3,5% e posti vacanti 6,0%; B a 3,8% e 5,0%; C a 5,0% e 5,0%. Tutti i punti e i valori sono inventati a fini illustrativi, non sono dati reali. Il passaggio da A a B va verso destra e verso il basso ed è compatibile con un movimento lungo la stessa curva: i posti vacanti scendono di un punto percentuale e la disoccupazione sale di 0,3 punti.
C ha lo stesso tasso di posti vacanti di B, ma una disoccupazione più alta. Il quadro potrebbe essere compatibile con uno spostamento verso l’esterno della curva, per esempio per abbinamenti meno efficienti, cambiamenti nella composizione delle competenze o dei settori, oppure più perdite di lavoro. Ma quei tre numeri ipotetici non dimostrano la causa dello spostamento. Per interpretare dati reali servono definizioni coerenti, indagini, flussi di separazione e assunzione e contesto del periodo.
6. Perché lo stesso calo dei posti vacanti può avere effetti diversi?
Il punto di partenza è importante. Se il mercato è molto teso e i posti vacanti sono numerosi rispetto alle persone disponibili, alcune posizioni aggiuntive possono essere difficili da coprire. Ridurne una parte può diminuire la concorrenza tra imprese per i lavoratori senza provocare subito un forte aumento della disoccupazione. Se invece il mercato è più equilibrato o già debole, lo stesso calo dei posti può associarsi a una crescita più marcata della disoccupazione.
Anche le separazioni dal lavoro cambiano il risultato. Se le imprese riducono gli annunci ma trattengono la maggior parte dei dipendenti, l’effetto sulle persone che perdono il lavoro è diverso da quello di licenziamenti diffusi. Possono inoltre entrare nella forza lavoro persone che cercano un impiego, mentre altre possono smettere di cercarlo. Il tasso di disoccupazione risente di questi flussi in entrata e in uscita, non soltanto del numero di offerte pubblicate.
Una nota della Federal Reserve del 29 luglio 2022 ha esaminato la possibilità di un soft landing usando un modello basato sulla curva di Beveridge e ipotesi specifiche sulla forma della curva, sull’efficienza degli abbinamenti e sulle separazioni. Le conclusioni valgono per quelle simulazioni e per quelle ipotesi: non sono una previsione universale né una valutazione aggiornata dell’economia. La nota della Federal Reserve del 2022 mostra perché punto di partenza e licenziamenti vanno letti insieme alle offerte. La nota precisa inoltre che le opinioni espresse sono degli autori e non necessariamente della Federal Reserve nel suo complesso.
7. Che cosa non si può dedurre dalla curva?
La curva di Beveridge non indica quando inizierà una recessione, non assegna una probabilità ufficiale e non garantisce un soft landing. I posti vacanti possono diminuire se le imprese frenano le assunzioni senza procedere a licenziamenti rilevanti, ma possono anche calare insieme a un indebolimento più ampio della domanda. Per distinguere gli scenari, conviene osservare assunzioni, licenziamenti e altre separazioni, persone disoccupate, partecipazione, ore lavorate, produzione e reddito.
La lettura dipende anche da revisioni, aggiustamenti stagionali e cambiamenti metodologici. Le prime stime JOLTS possono essere riviste quando arrivano nuove risposte, e gli aggiornamenti stagionali possono modificare i dati passati. CPS e JOLTS provengono da indagini diverse, con periodi, copertura e incertezza non identici. Il grafico BLS aiuta a osservare la tendenza, ma non elimina queste differenze.
La curva non rivela neppure se il cambiamento dipenda dalla domanda aggregata, dalle competenze, dalla geografia, dalla partecipazione o dalle politiche. Uno spostamento apparente è un indizio del fatto che il rapporto storico è cambiato, non l’identificazione della causa. Per attribuire una causa servono prove ulteriori e una spiegazione dei limiti di quelle prove.
8. Come usare la curva con prudenza
Per prima cosa controlla l’orientamento del grafico: disoccupazione sull’asse x, tasso dei posti vacanti sull’asse y. Verifica se le serie sono corrette per la stagionalità, quali mesi confronti, se stai usando tassi o conteggi e quando i dati sono stati rivisti. Non isolare un punto: confrontalo con la traiettoria precedente e con assunzioni e separazioni nello stesso periodo.
Poi distingui tre domande: i posti vacanti sono cambiati? Il punto si è mosso sulla stessa curva o è cambiata la relazione? Altri dati segnalano variazioni della domanda o dei licenziamenti? Sono questioni diverse. La curva aiuta a strutturare l’analisi del mercato del lavoro, ma da sola non spiega le cause, non indica una politica da adottare e non dice quale sarà l’esito futuro.
Per ampliare il contesto, confronta la guida su soft landing e recessione, quella su come il BLS calcola i tassi di disoccupazione U-3 e U-6 e quella sul rapporto tra crescita della produzione e disoccupazione secondo la legge di Okun. Rispondono a domande collegate ma diverse: esiti del ciclo economico, definizione di disoccupazione e legame tra produzione e mercato del lavoro.
Domande frequenti
Q1La curva di Beveridge è uno strumento per prevedere le recessioni?
No. Descrive il rapporto tra posti vacanti e disoccupazione, ma non stabilisce la probabilità o la data di una recessione. Va letta insieme ad altri indicatori e a definizioni chiare.
Q2Un calo dei posti vacanti significa sempre che la disoccupazione aumenterà?
No. La relazione dipende dalla posizione e dalla forma della curva, dalle separazioni dal lavoro, dall’abbinamento fra lavoratori e posti e dai flussi in entrata e in uscita dalla disoccupazione.
Q3I posti vacanti JOLTS sono conteggiati per tutto il mese?
No. Sono uno stock osservato nell’ultimo giorno lavorativo del mese. Assunzioni e separazioni sono flussi misurati nell’intero mese e hanno periodi di riferimento diversi.
Fonti e approfondimenti
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