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Concetti di macroeconomia9 min di lettura

Soft landing e recessione: che cosa significa un atterraggio morbido?

Scopri che cosa descrive un soft landing, come si distingue da una recessione e perché non esiste una soglia ufficiale universale.

In questa guida1. Che cosa si intende per soft landing?

Breve sintesi

Un soft landing descrive di solito un raffreddamento dell’inflazione o dell’economia surriscaldata senza una recessione ampia né un forte deterioramento del mercato del lavoro. È un giudizio descrittivo riferito a un orizzonte dichiarato, non una soglia ufficiale valida per tutti.

1. Che cosa si intende per soft landing?

Nel linguaggio macroeconomico, *soft landing* o atterraggio morbido indica una situazione in cui l’economia rallenta abbastanza da attenuare l’inflazione o le pressioni generate da una domanda eccessiva, senza però scivolare in una recessione ampia o in un brusco deterioramento del mercato del lavoro. L’immagine combina più risultati: l’inflazione rallenta, la produzione continua a crescere o perde slancio solo moderatamente e l’occupazione non crolla. Nessun singolo dato, da solo, dimostra che tutte queste condizioni siano soddisfatte.

La metafora dell’aereo chiarisce l’obiettivo, ma non fornisce una formula. Se l’economia procede troppo rapidamente, può essere necessario ridurne il ritmo; l’atterraggio è detto “morbido” quando il raffreddamento non si trasforma in una contrazione grave. Ma un’economia non ha un solo motore o una sola leva di controllo. Produzione, prezzi, occupazione, credito e redditi si muovono con tempi e misure differenti. Perciò, quando si afferma che c’è stato un soft landing, è utile indicare quali indicatori e quale finestra temporale si stanno considerando.

Non è il nome ufficiale di una fase del ciclo economico, un codice statistico o una garanzia che crescita, prezzi e lavoro vadano tutti bene per ogni famiglia. Il prodotto aggregato può continuare a crescere mentre alcuni settori o gruppi di lavoratori attraversano difficoltà. Una descrizione macroeconomica apparentemente “morbida” non cancella le esperienze diverse di persone, industrie e territori.

2. Perché non esiste una soglia ufficiale universale?

Per verificare un’espressione qualitativa, i ricercatori devono trasformarla in regole misurabili; la scelta determina quali episodi entrano nel campione. Un memorandum dello staff della Federal Reserve/FOMC del 2016 propone un concetto storico: il tasso di disoccupazione converge verso una stima in tempo reale del tasso naturale, senza un aumento indesiderato dell’inflazione né una recessione nei due anni circa successivi. Il memorandum applica questo concetto a specifici episodi storici: non è una regola fissa adottata da tutta la Federal Reserve per ogni situazione. Inoltre, il tasso naturale non è osservabile direttamente e le sue stime possono essere riviste. Il memorandum dello staff/FOMC del 2016 illustra quel concetto analitico.

Una nota di ricerca della Federal Reserve del 2024 usa regole proprie per classificare le fasi di allentamento monetario studiate. Prima definisce “successo sull’inflazione” come un’inflazione core a quattro trimestri entro un punto percentuale dal target implicito sei trimestri dopo l’avvio dell’allentamento. Tra questi episodi, chiama soft landing quelli senza recessione tecnica dal principio del precedente ciclo di rialzi fino a sei trimestri dopo l’avvio dell’allentamento; per la nota, la recessione tecnica significa due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL reale. Sono criteri distinti del campione e della domanda di ricerca, non una definizione universale. La FEDS Note del 2024 specifica entrambe le regole e le finestre.

Queste scelte possono cambiare una risposta che sembra semplice. Uno studio può chiedere se l’inflazione sia tornata vicino al target entro un certo orizzonte; un altro può concentrarsi sull’assenza di una recessione tecnica o sull’evoluzione della disoccupazione. Possono differire anche il periodo osservato, l’indicatore d’inflazione e la misura della crescita. Prima di confrontare due affermazioni su un soft landing, chiediti: quale definizione è stata applicata, a quali dati e per quanto tempo il risultato deve durare?

3. Soft landing, hard landing, no landing e stagflazione

A *soft landing* viene spesso contrapposto un *hard landing*, un rallentamento accompagnato da contrazione diffusa, pesanti perdite di posti di lavoro o una brusca interruzione dell’attività. Anche questi sono termini descrittivi, non categorie ufficiali separate da una linea numerica sempre uguale. Ampiezza e durata della flessione, settori coinvolti e condizioni occupazionali possono modificare il giudizio. Una breve debolezza in un solo comparto non costituisce automaticamente un hard landing per tutta l’economia.

Alcuni commentatori usano *no landing* per indicare che la crescita e le pressioni della domanda restano sostenute e l’inflazione non rallenta abbastanza. Anche questa etichetta non ha una regola statistica unica. Può riassumere l’ipotesi di un’espansione persistente, ma non specifica per quanto tempo debba durare, quale misura d’inflazione usare o quando cambiare classificazione. Conviene quindi trattarla come sintesi narrativa e risalire ai dati sottostanti.

*Stagflazione* indica in genere una combinazione di inflazione elevata e stagnazione o debolezza del mercato del lavoro. È diversa da uno scenario di disinflazione in cui la produzione continua a crescere. Nella realtà, prezzi e crescita non si muovono sempre insieme: uno shock dell’offerta può spingere i prezzi verso l’alto e frenare la produzione, mentre una domanda robusta può sostenere la produzione e al tempo stesso aumentare le pressioni sui prezzi. L’etichetta non identifica da sola la causa.

Queste categorie non sono perfettamente esclusive, perché mettono l’accento su dimensioni diverse e sull’orizzonte scelto da chi scrive. Si può parlare di inflazione in calo senza recessione secondo una certa definizione, riconoscendo allo stesso tempo che la produzione per abitante è stagnante o alcuni settori stanno perdendo posti di lavoro. Il modo più chiaro è presentare prima i fatti misurati e poi usare l’etichetta con i suoi limiti.

Un aereo scende con calma verso una lunga pista mentre le nuvole si diradano.
Scena concettuale di inflazione in rallentamento e produzione ancora in crescita; non mostra dati né previsioni.

4. Il ruolo del doppio mandato della Federal Reserve

La Federal Reserve conduce la politica monetaria statunitense per sostenere due obiettivi assegnati dal Congresso: massima occupazione e prezzi stabili. Il FOMC considera un’inflazione del 2% nel lungo periodo, misurata dalla variazione annua dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), più coerente con il mandato di stabilità dei prezzi. Questo è il contesto della politica USA; il 2% non è una soglia universale per definire un soft landing, non è un target CPI e non è un test per stabilire una recessione. La FAQ della Federal Reserve riassume il doppio mandato e la misura d’inflazione.

La distinzione tra indici conta perché CPI e PCE hanno coperture e metodi diversi. Se qualcuno dice che l’inflazione è “tornata al target”, dovrebbe specificare il target di quale paese e quale serie di prezzi sta usando. Due indici possono evolvere diversamente senza che uno dei due sia per forza sbagliato. Inoltre, la misura di stabilità dei prezzi usata dai responsabili della politica monetaria non dice direttamente se singoli lavoratori o famiglie avvertano che l’economia è atterrata senza scossoni.

Il doppio mandato non offre un meccanismo per massimizzare contemporaneamente entrambi i risultati in ogni momento. Una politica che rallenta la domanda per ridurre le pressioni sui prezzi può influire su assunzioni e spesa. Ma non si tratta di una scelta semplice tra “inflazione” e “lavoro”: produttività, offerta di manodopera, catene di fornitura, energia, credito, politica fiscale e aspettative concorrono ai risultati. Il mandato è un obiettivo istituzionale, non l’affermazione che una banca centrale controlli ogni fattore economico.

Quando si usa soft landing per parlare degli Stati Uniti, è quindi utile chiarire che la Fed rappresenta una cornice di politica monetaria nazionale, non una norma valida per ogni paese. Altre banche centrali possono avere mandati, target e indici diversi. Il 2% non va esportato altrove né trattato come definizione universale di crescita “sicura”.

5. Quali indicatori leggere insieme?

L’inflazione è una parte del quadro, ma un solo dato headline non basta. Si possono confrontare variazioni mensili e annuali, misure di fondo che escludono alcune componenti volatili e altri indici pertinenti. Il confronto deve chiarire copertura e periodo. L’inflazione annua può cambiare perché cambia il periodo base, anche se i prezzi sono ancora aumentati nell’ultimo mese. Una misura può anche essere influenzata da energia o alimentari, quindi il dato aggregato va letto insieme alle sue componenti.

Il secondo elemento è la produzione reale: crescita del PIL, domanda interna e informazioni sui settori. Una crescita ancora positiva può rallentare senza diventare contrazione. Tuttavia, una prima stima non basta per capire se il rallentamento sia diffuso, e il PIL complessivo non descrive perfettamente il dato pro capite o l’esperienza di ciascun comparto. Altre misure di vendite, produzione, reddito e attività possono aiutare a distinguere una pausa temporanea da un indebolimento più ampio.

Il terzo elemento è il mercato del lavoro. Disoccupazione, occupati, partecipazione, ore lavorate, posti vacanti e salari rispondono a domande diverse. Il tasso di disoccupazione può cambiare perché alcune persone entrano o escono dalla forza lavoro; gli occupati possono ancora aumentare mentre le assunzioni rallentano; i salari nominali possono salire ma il potere d’acquisto dipende dall’inflazione. Nessuna di queste misure deve superare una soglia numerica universale perché si possa parlare di soft landing.

La Federal Reserve spiega che la politica monetaria influenza inflazione e occupazione soprattutto modificando le condizioni finanziarie, compreso il costo e la disponibilità del credito. Gli effetti passano attraverso altri tassi, prestiti, domanda, costi e assunzioni; il collegamento non è diretto o immediato e molte altre forze agiscono su entrambi i risultati. La FAQ sull’influenza della Fed su inflazione e lavoro descrive questi passaggi. Perciò, un rallentamento successivo a un cambio dei tassi non prova che quell’intervento sia stato l’unica causa.

6. La recessione secondo NBER non è la regola dei due trimestri

Negli Stati Uniti, il National Bureau of Economic Research (NBER) data i cicli economici retrospettivamente. Il comitato di datazione descrive la recessione come un calo significativo dell’attività economica, diffuso nell’economia e duraturo per più di qualche mese. La valutazione considera profondità, diffusione e durata; tra gli indicatori mensili esaminati figurano reddito reale, occupazione, consumi, vendite e produzione industriale. NBER non applica un unico peso meccanico che trasformi una sola serie in una decisione automatica. Le FAQ NBER descrivono il procedimento e gli indicatori del ciclo.

Due trimestri consecutivi di PIL reale in calo sono spesso una scorciatoia giornalistica per indicare una contrazione, ma non sono un requisito ufficiale del NBER. Alcune recessioni datate dal NBER non hanno incluso due trimestri negativi consecutivi; in altri casi, due piccoli cali non bastano a soddisfare profondità e diffusione. Inoltre, il dato trimestrale sul PIL non coglie da solo la dinamica mensile centrale nella cronologia del NBER.

“Soft landing” e “nessuna recessione NBER” non sono sinonimi perfetti. Un’analisi può classificare un episodio usando la propria regola di recessione tecnica basata su due trimestri, mentre il NBER data successivamente il ciclo con un procedimento diverso. Viceversa, l’assenza di una recessione NBER non garantisce un livello d’inflazione specifico o un mercato del lavoro forte per ogni gruppo. Ogni affermazione richiede una definizione e una finestra temporale esplicite.

La datazione avviene dopo che è diventata disponibile una quantità sufficiente di informazioni, non insieme alla prima pubblicazione dei dati. Il NBER non fissa un intervallo d’attesa standard e lascia il tempo necessario perché arrivino revisioni ordinarie. Descrivere il mese corrente come recessione ufficiale o dedurre un atterraggio da una prima stima trimestrale può quindi trasmettere una certezza che ancora non c’è.

7. Esempio ipotetico d’inflazione: i prezzi salgono, il ritmo rallenta

Supponiamo che un indice dei prezzi immaginario valga inizialmente 100 e salga poi a 105. La variazione è (105 ÷ 100 − 1) × 100 = 5%. Nel periodo successivo l’indice passa da 105 a 108,15: (108,15 ÷ 105 − 1) × 100 = 3%. In entrambi i periodi l’indice aumenta, ma il ritmo di crescita rallenta dal 5% al 3%. Si tratta di disinflazione, non di un calo dei prezzi.

La sequenza non significa che l’indice debba tornare a 100 per “atterrare”. Con un aumento più lento, il livello dei prezzi dell’esempio resta superiore a quello iniziale. Se l’indice diminuisse da 105, ci sarebbe una variazione negativa per quell’intervallo, un movimento diverso. E un indice immaginario non rappresenta il paniere di spesa di una famiglia né l’inflazione di un paese reale.

Immaginiamo ora, senza inserire valori osservati, che la crescita della produzione reale resti positiva ma rallenti, l’inflazione scenda e il mercato del lavoro si raffreddi solo moderatamente. Alcuni usi comuni potrebbero giudicare questo quadro compatibile con un soft landing, perché non ci sarebbe una contrazione ampia né un grave deterioramento del lavoro nell’orizzonte scelto. Non esiste però una soglia numerica che lo certifichi automaticamente; contano la misura d’inflazione, la copertura della produzione, le condizioni occupazionali e la durata del quadro.

Sono esempi puramente concettuali e aritmetici, non osservazioni, stime, previsioni o prove che sia avvenuto un atterraggio. Il primo mostra soltanto la differenza tra livello dei prezzi e tasso d’inflazione; il secondo descrive una combinazione qualitativa che potrebbe essere coerente con l’etichetta. Non usarli per formulare un giudizio sulle condizioni economiche attuali.

8. Incertezza, revisioni e come leggere le affermazioni

I dati economici arrivano con ritardo e possono cambiare quando si rendono disponibili fonti più complete. Il BEA pubblica diverse versioni delle stime trimestrali del PIL: quella iniziale usa dati incompleti o suscettibili di revisione; la seconda e la terza incorporano informazioni più dettagliate. Gli aggiornamenti annuali e completi possono includere altre revisioni. Il BEA spiega calendario e versioni delle pubblicazioni sul PIL. Quando citi la crescita, specifica il trimestre, se si tratta di PIL reale o nominale, il tasso annualizzato o il confronto annuo, la data di pubblicazione e la versione. Non presentare la stima iniziale come dato finale.

I ritardi di trasmissione della politica aggiungono incertezza. Le condizioni del credito incidono gradualmente sulle decisioni di famiglie e imprese, mentre shock energetici, di offerta, fiscali, finanziari o di produttività possono cambiare l’esito. Anche se inflazione e crescita si muovono insieme nel tempo, la sequenza da sola non dimostra un rapporto causale. Una spiegazione prudente separa ciò che è misurato, ciò che è associato e ciò che non si conosce.

Una lista pratica: (1) indica quale significato di soft landing usi e il relativo orizzonte; (2) nomina l’indice d’inflazione e distingui tasso e livello dei prezzi; (3) leggi insieme produzione reale e più misure del lavoro; (4) separa la recessione tecnica di uno studio dalla datazione NBER; (5) annota la versione dei dati sul PIL; (6) evita di dedurre una causa dalla sola successione temporale. La lista serve a valutare un’affermazione, non produce un punteggio automatico.

Per approfondire, la guida al divario tra output e PIL potenziale spiega il confronto tra produzione effettiva e potenziale; la curva di Phillips tratta il legame spesso ipotizzato tra inflazione e disoccupazione; la guida a disinflazione e deflazione distingue un rallentamento da un calo del livello dei prezzi. Questi temi forniscono contesto, ma non trasformano il soft landing in un’unica regola numerica.

Domande frequenti

Q1La Federal Reserve ha una definizione ufficiale unica di soft landing?

No. Gli obiettivi della Fed comprendono massima occupazione e prezzi stabili, ma soft landing è un’espressione descrittiva. I singoli studi possono definire le proprie regole operative.

Q2Se l’inflazione rallenta, i prezzi iniziano a scendere?

Non necessariamente. Se un indice sale del 5% e poi del 3%, nell’esempio i prezzi aumentano in entrambi i periodi. Il ritmo scende, cioè c’è disinflazione; la deflazione richiede un calo dell’indice.

Q3Due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL reale determinano automaticamente una recessione negli Stati Uniti?

No. NBER considera diffusione, profondità, durata e più indicatori, poi data i cicli retrospettivamente. La regola dei due trimestri è una scorciatoia comune, non il procedimento NBER.

Fonti e approfondimenti

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