Disinflazione e deflazione: prezzi in aumento più lento o in calo?
Distingui inflazione, disinflazione e deflazione con indici, calcoli ipotetici e le misure CPI e PCE degli Stati Uniti.
In questa guida1. Tre parole, tre movimenti dei prezzi
Breve sintesi
L'inflazione è un aumento generalizzato del livello dei prezzi. La disinflazione è un rallentamento dell'inflazione che resta positiva. La deflazione è una diminuzione ampia e persistente del livello dei prezzi; il ribasso di un solo prodotto non basta a dimostrarla.
1. Tre parole, tre movimenti dei prezzi
Inflazione, disinflazione e deflazione descrivono l'andamento dei prezzi, ma non sono sinonimi. Inflazione significa che il livello generale dei prezzi di beni e servizi aumenta nel tempo. Disinflazione significa che il tasso d'inflazione diminuisce mentre resta sopra zero: i prezzi complessivi continuano a salire, ma più lentamente. Deflazione indica invece una diminuzione generalizzata e persistente del livello dei prezzi. La [Federal Reserve Bank di St. Louis distingue così i tre concetti]({source:stlouisInflationDisinflationDeflation}).
Se il tasso passa dal 4% all'1%, si tratta di disinflazione, non automaticamente di deflazione. Se un indice registra −1% in un intervallo, la sua variazione misurata per quell'indice e per quel periodo è negativa. Per parlare di deflazione in senso macroeconomico si guarda però a una diminuzione ampia e duratura, non a un solo dato isolato.
Quando senti dire che “l'inflazione è scesa”, chiediti che cosa è sceso: il tasso, il livello dell'indice o il prezzo di un singolo bene? La risposta cambia il significato della frase.
2. Un prodotto più economico non equivale a deflazione
I prezzi dei singoli beni si muovono in direzioni diverse. Un modello di telefono può costare meno dopo l'uscita di una versione nuova; nello stesso periodo, affitti, servizi sanitari e alimentari possono rincarare. Il ribasso di quel telefono è una variazione relativa del suo prezzo, non la prova che il livello generale dei prezzi stia diminuendo.
Un indice dei prezzi aggrega molte osservazioni secondo un perimetro e dei pesi specifici. Riassume il movimento medio per la popolazione e le spese incluse, non riproduce ogni acquisto di ogni famiglia. La [Federal Reserve Bank di St. Louis spiega la differenza tra prezzi individuali, livello complessivo e inflazione]({source:stlouisPriceLevelInflationRate}).
Per questo una categoria può scendere mentre l'indice complessivo continua a salire. Può anche accadere che alcune categorie aumentino mentre l'indice ampio diminuisce. Per valutare una possibile deflazione, osserva una misura ampia su più periodi e non un singolo cartellino o componente.
3. Livello dell'indice e tasso d'inflazione
Il livello di un indice è un valore relativo a un periodo base. Il tasso di variazione nel periodo scelto si calcola confrontando il livello finale con quello iniziale:
Variazione percentuale = (indice finale ÷ indice iniziale − 1) × 100
Se l'indice passa da 100 a 104, aumenta del 4%. Il valore 104 è il livello dell'indice, non un'inflazione del 104%. Se il tasso successivo è più basso ma positivo, l'indice continua a salire. La [Federal Reserve Bank di St. Louis illustra la distinzione tra livello dei prezzi e tasso d'inflazione]({source:stlouisPriceLevelInflationRate}).
Di conseguenza, un'inflazione più bassa non riporta automaticamente i prezzi al livello precedente. Per passare da 104 a 100, l'indice dovrebbe diminuire di circa il 3,85% rispetto a 104. Un aumento meno rapido e una diminuzione del livello sono due movimenti distinti.
Il valore 100 dell'indice CPI è il riferimento del periodo base, non un importo in valuta. I livelli grezzi di serie diverse non si confrontano direttamente, perché possono usare periodi base e perimetri differenti; il [BLS spiega come interpretare i valori dell'indice CPI]({source:blsCpiConcepts}).

4. Un percorso ipotetico a partire da 100
Supponiamo che un indice ipotetico parta da 100. I valori servono solo a mostrare il calcolo: non sono dati attuali degli Stati Uniti né previsioni.
- Da 100 a 104: (104 ÷ 100 − 1) × 100 = +4%.
- Da 104 a 105,04: (105,04 ÷ 104 − 1) × 100 = +1%. L'inflazione rallenta dal 4% all'1%, ma resta positiva: è disinflazione.
- Da 105,04 a 103,9896: (103,9896 ÷ 105,04 − 1) × 100 = −1% per quell'intervallo.
I due aumenti successivi portano l'indice da 100 a 105,04, cioè a un aumento complessivo del 5,04% e non del 5%: il secondo 1% si applica a 104, non a 100.
Dopo il calo dell’1%, il livello di 103,9896 è ancora superiore al valore iniziale 100, quindi una variazione negativa in un solo intervallo non annulla gli aumenti precedenti. L’esempio mostra soltanto il −1% misurato in quell’intervallo; una singola lettura negativa non basta a dimostrare una deflazione persistente. Il calo dei prezzi deve essere ampio e durare nel tempo.
5. Il confronto anno su anno dipende dalla finestra
La variazione anno su anno confronta l'indice attuale con quello di dodici mesi prima. Ogni mese cambia il valore usato come confronto, quindi il tasso annuale può diminuire anche se il livello attuale dell'indice sale rispetto al mese precedente.
In un esempio ipotetico, a maggio l'indice attuale è 104 e quello di maggio dell'anno prima è 100: (104 ÷ 100 − 1) × 100 = 4%. A giugno l'indice attuale sale da 104 a 105; quello di giugno dell'anno precedente è 102. Il confronto diventa (105 ÷ 102 − 1) × 100 ≈ 2,94%.
Il tasso annuo scende quindi dal 4% a circa il 2,94%, mentre l'indice corrente sale da 104 a 105. Non significa che i prezzi correnti siano diminuiti: è cambiato anche il punto di confronto di dodici mesi prima. Quando leggi un dato, controlla se è mensile o annuale e quali date mette a confronto.
Nello stesso esempio ipotetico, la variazione mensile da 104 a 105 è (105 ÷ 104 − 1) × 100 ≈ 0,96%, diversa dalla variazione annua di circa 2,94%.
6. CPI, PCE e obiettivo statunitense del 2%
Negli Stati Uniti, il Bureau of Labor Statistics (BLS) definisce il CPI come la variazione media nel tempo dei prezzi di un paniere rappresentativo di beni e servizi acquistati dai consumatori urbani. Le definizioni sono riportate nelle [FAQ del BLS sul CPI]({source:blsCpiFaq}) e nel [manuale BLS sui concetti del CPI]({source:blsCpiConcepts}). Il CPI misura una popolazione e un paniere definiti, non la spesa esatta di ogni nucleo familiare.
Il Bureau of Economic Analysis (BEA) pubblica l'indice dei prezzi PCE, che segue i prezzi di beni e servizi acquistati dalle persone residenti negli Stati Uniti o per loro conto. Perimetro e costruzione differiscono da quelli del CPI, quindi i due indici non hanno una copertura identica. Vedi la [pagina BEA dell'indice dei prezzi PCE]({source:beaPcePriceIndex}) e il confronto tra CPI, PCE e deflatore del PIL.
Il Federal Open Market Committee (FOMC) formula l'obiettivo d'inflazione di lungo periodo del 2% in termini di variazione annua dell'indice dei prezzi PCE. È un obiettivo di politica monetaria statunitense, non la definizione di disinflazione né una soglia universale della deflazione. La [dichiarazione della Federal Reserve sugli obiettivi di lungo periodo]({source:fedTwoPercentGoal}) specifica la misura.
7. Come una deflazione persistente può pesare sui debiti
Un debito nominale resta espresso nell'importo monetario scritto nel contratto. Se prezzi e redditi scendono mentre le rate nominali non cambiano, il pagamento può assorbire una quota maggiore del reddito. Il valore reale dell'obbligo può quindi aumentare quando redditi e prezzi si adeguano in modo non uniforme.
È un possibile meccanismo, non un esito inevitabile per ogni debitore o per l'intera economia. Scadenza del debito, andamento dei redditi, tassi, politiche e bilanci incidono sul risultato. Il calo di un singolo prezzo, da solo, non permette di concludere che l'onere aggregato dei debiti stia cambiando.
Non è corretto affermare che ogni deflazione provochi necessariamente una spirale che si autoalimenta. La formulazione più precisa è che una deflazione ampia e persistente può aumentare il peso reale dei debiti nominali se redditi e prezzi si adeguano a velocità diverse. La [Federal Reserve illustra come la deflazione possa rendere più difficile ripagare i debiti]({source:fedDeflationDebtBurden}).
8. Come verificare un'affermazione sui “prezzi in calo”
Prima di dire che l'inflazione è diventata deflazione, annota cinque elementi: quale indice stai usando; quali beni e servizi include; quale finestra temporale confronti; come si è mosso l'indice; e se il calo è ampio e persistente. Distingui la variazione mensile da quella annua e non confondere un tasso d'inflazione in discesa con un livello dei prezzi in discesa.
Per capire come l'inflazione incide sul potere d'acquisto dei rendimenti, consulta rendimenti nominali e reali. Questo articolo non usa dati in tempo reale, non fa previsioni e non offre consigli d'investimento.
Per distinguere il valore monetario dal volume della produzione nei dati sul PIL, consulta PIL nominale e PIL reale.
Domande frequenti
Q1Se l'inflazione passa dal 4% all'1%, i beni costano meno?
Non necessariamente. Se il tasso è ancora positivo, il livello medio dei prezzi misurato continua a salire, solo più lentamente. Per dire che i prezzi sono scesi, l'indice deve registrare una variazione negativa nell'intervallo considerato.
Q2Il ribasso di un singolo prodotto significa che c'è deflazione?
No. Può trattarsi di una variazione relativa, di uno sconto o di un cambiamento specifico del prodotto. La deflazione riguarda una diminuzione ampia e persistente dei prezzi, non un solo bene.
Q3L'obiettivo del 2% della Federal Reserve definisce la disinflazione?
No. È un obiettivo statunitense misurato dalla variazione annua del PCE. Disinflazione significa che il tasso d'inflazione diminuisce ma rimane positivo, indipendentemente dall'obiettivo di politica monetaria.
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Un indice ipotetico sale da 100 a 104 e poi a 105,04. Come si descrive il secondo passaggio?
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