Che cos’è una recessione? La regola dei due trimestri e la definizione NBER
Scopri che cosa significa recessione, come la regola dei due trimestri differisce dalla cronologia USA dell’NBER e perché contano più indicatori.
In questa guidaChe cosa intendono gli economisti per recessione
Breve sintesi
Una recessione è una contrazione ampia dell’attività economica, ma non esiste una regola unica con cui tutti i Paesi la datano. Due trimestri consecutivi di calo del PIL reale sono una formula sintetica molto citata. La cronologia statunitense dell’NBER valuta invece a posteriori la portata, la diffusione e la durata di una flessione usando più indicatori.
Che cosa intendono gli economisti per recessione
Nel linguaggio comune, recessione significa che l’attività economica è diminuita in una parte significativa dell’economia. Per gli Stati Uniti, il National Bureau of Economic Research (NBER) descrive una recessione come un calo significativo dell’attività, diffuso nell’economia e duraturo per più di qualche mese. Il suo Business Cycle Dating Committee valuta il quadro complessivo, invece di considerare una singola pubblicazione di dati come una prova definitiva. Il comitato tiene una cronologia statunitense e fa parte di un’organizzazione privata di ricerca senza scopo di lucro; non è un’agenzia governativa. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Una recessione è la fase di contrazione tra un picco e un minimo del ciclo economico. Il picco è il punto più alto dell’attività prima di una flessione ampia; il minimo è il punto più basso prima che l’attività torni a crescere. Questa descrizione di una fase non equivale a dire che l’economia sia semplicemente “messa male”, che la crescita sia lenta o che le persone abbiano difficoltà finanziarie. Un Paese può crescere poco senza attraversare una contrazione diffusa, e una recessione può colpire in modo diverso settori e famiglie.
Il termine non misura nemmeno quanto sia difficile la situazione per ogni singola persona. Una recessione può comportare cali della produzione, dell’occupazione, del reddito, delle vendite o di altri indicatori, ma la condizione di una singola famiglia non determina lo stato dell’intera economia. Inoltre, nella sua cronologia l’NBER non mantiene una categoria formale separata di “depressione”; il termine viene spesso usato per un periodo di debolezza economica particolarmente grave. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
L’etichetta dipende quindi sia da un concetto sia da un processo di misurazione e datazione. Prima di confrontare i titoli, chiediti a quale Paese, istituzione, serie di dati e periodo si riferisce l’affermazione. Negli Stati Uniti, le date retrospettive dell’NBER costituiscono la cronologia dei cicli economici più usata. In altri Paesi, gli istituti statistici o gli analisti possono comunicare le fasi di contrazione in modo diverso.
Che cosa dice la regola dei due trimestri e che cosa non considera
La nota regola dei due trimestri sostiene che un’economia è in recessione dopo due trimestri consecutivi di calo del PIL reale. È facile riassumerla usando i dati trimestrali sulla produzione: anche per questo compare spesso nelle notizie. Il Bureau of Economic Analysis (BEA) precisa che questo criterio, citato di frequente, non è una designazione ufficiale di recessione negli Stati Uniti. Nel comunicare una recessione “tecnica”, l’Office for National Statistics (ONS) del Regno Unito riconosce la convenzione dei due trimestri, ma ne spiega anche i limiti. Questi usi non trasformano la regola in una definizione universale. {source:beaRecessionGlossary} {source:onsEconomicCycleCommunication2022}
La formula sintetica si concentra sulla direzione del PIL reale da un trimestre all’altro, non sull’entità del calo o sulla sua diffusione. Due valori negativi di piccola entità possono raccontare una storia diversa da una contrazione forte e ampia, ma la regola conta i trimestri invece di valutare il quadro complessivo. Dipende inoltre da stime del PIL che possono essere riviste. Un valore vicino allo zero può cambiare segno quando vengono aggiornati i dati di base; la sequenza inizialmente pubblicata non sempre coincide quindi con la ricostruzione storica finale.
La regola non è neppure una condizione necessaria per la cronologia statunitense dell’NBER. L’NBER osserva che alcune recessioni negli Stati Uniti non hanno incluso due trimestri consecutivi di calo del PIL reale. Una flessione importante può emergere dagli indicatori mensili dell’attività anche se il dato trimestrale del PIL non segue lo schema semplificato. Al contrario, due cali trimestrali del PIL, da soli, non stabiliscono automaticamente che negli Stati Uniti si sia verificata una recessione ampia. L’NBER considera anche l’entità e la diffusione della flessione e altri indicatori. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Usa con cautela l’espressione “recessione tecnica”. Di solito segnala che qualcuno applica la convenzione dei due trimestri in uno specifico Paese o contesto statistico. Indica la convenzione e la giurisdizione invece di suggerire che ogni Paese o organismo che data le recessioni segua lo stesso criterio. L’espressione descrive una regola comunicativa; da sola non riassume tutte le prove sul ciclo economico.

Come l’NBER individua le recessioni statunitensi
La definizione tradizionale dell’NBER si concentra su tre dimensioni: profondità, diffusione e durata. La profondità riguarda l’entità del calo dell’attività. La diffusione indica se la debolezza coinvolge vari settori e parti dell’economia o è concentrata in un unico settore. La durata riguarda quanto a lungo continua la contrazione. Il comitato considera in una certa misura ogni dimensione, ma non pubblica una formula numerica fissa che le combini meccanicamente. In una flessione eccezionalmente grave e ampia, il peso di queste dimensioni può contare anche se la contrazione è breve. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Questo quadro serve a individuare un punto di svolta diffuso, non a raggiungere una soglia specifica del PIL. Un piccolo calo per due trimestri consecutivi potrebbe non rappresentare una contrazione significativa dell’intera economia. Una flessione netta che coinvolge molte attività può essere indicativa anche prima che siano disponibili dati per diversi trimestri. Questi esempi chiariscono la logica dei criteri, ma non costituiscono una regola in tempo reale per dichiarare una recessione.
Il comitato esamina inoltre più indicatori mensili: reddito personale reale al netto dei trasferimenti, occupazione rilevata dai registri delle retribuzioni, consumi personali reali, vendite manifatturiere e commerciali corrette per le variazioni dei prezzi, occupazione rilevata dalle indagini sulle famiglie e produzione industriale. Non applica una formula fissa di ponderazione a queste serie. Valuta invece se le prove descrivono un calo significativo dell’attività aggregata e dove si sono verificati i punti di svolta. La contrazione di un singolo settore o un rapporto debole non basta a stabilire che l’intera economia sia in recessione. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Questa cronologia degli Stati Uniti è retrospettiva. Prima di determinare un picco o un minimo, l’NBER attende che vi siano prove sufficienti e che arrivino le revisioni ordinarie dei dati; non promette una decisione immediata dopo una specifica pubblicazione. Il metodo permette di mantenere una sequenza storica coerente, ma non va confuso con un allarme in tempo reale o una previsione.
Come funzionano le date mensili di picchi e minimi
L’NBER data per mese i punti di svolta del ciclo economico statunitense. Un picco è il mese in cui l’attività economica raggiunge il massimo prima di un calo significativo. Un minimo è il mese in cui tocca il livello più basso e comincia a salire in modo sostenuto. Secondo la convenzione dell’NBER, il primo mese di recessione è quello successivo al picco e l’ultimo è il mese del minimo. L’espansione seguente inizia dopo il minimo. {source:nberBusinessCycleDatingFaq} {source:nberUsBusinessCycleDates}
Queste date descrivono la cronologia di una fase; non identificano il giorno o il momento esatto in cui l’economia è entrata in recessione. Per esempio, se in seguito il comitato individua un picco mensile, quella data segna il punto di svolta nella ricostruzione retrospettiva. Non significa che il comitato sapesse in tempo reale che il picco era stato raggiunto o che tutti gli indicatori avessero iniziato a scendere proprio quel giorno.
Il comitato annuncia le proprie valutazioni solo dopo aver esaminato le informazioni disponibili. Non esiste un ritardo fisso per l’annuncio. Attendere dati aggiuntivi e revisioni può rendere più affidabile la ricostruzione storica, ma la data può essere comunicata molto tempo dopo il mese del picco o del minimo. La cronologia è quindi più utile per descrivere i cicli passati che come segnale immediato sullo stato dell’economia. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Una cronologia mensile e le stime trimestrali del PIL possono anche indicare trimestri diversi per i punti di svolta. Il PIL è una misura importante, ma viene pubblicato ogni trimestre; molti indicatori usati per datare i picchi e i minimi mensili sono invece più frequenti. Il mese e il trimestre di un punto di svolta spesso coincidono, ma non è una regola da dedurre da una singola pubblicazione del PIL. {source:nberBusinessCycleDatingFaq} {source:nberUsBusinessCycleDates}
Perché il PIL non è l’unica prova
Il prodotto interno lordo misura il valore dei beni e servizi finali prodotti in un periodo. Il PIL reale corregge le variazioni dei prezzi, così è possibile confrontare i volumi di produzione tra periodi. Essendo una misura ampia della produzione, è centrale nell’analisi delle recessioni. Tuttavia, viene stimato ogni trimestre usando molte fonti di dati ed è soggetto a revisioni; inoltre, non coglie ogni aspetto del benessere economico o ogni variazione mensile dell’attività.
L’NBER considera il PIL reale trimestrale insieme al reddito interno lordo reale (GDI, dall’inglese). Il PIL misura la produzione dal lato della spesa, mentre il GDI misura i redditi generati e i costi sostenuti per produrla. Nei conti nazionali i due concetti sono uguali, ma nella pratica possono differire perché si basano in larga parte su fonti di dati indipendenti. Per valutare la produzione trimestrale, l’NBER attribuisce lo stesso peso al PIL reale e al GDI reale, invece di presumere che una stima iniziale risolva da sola la questione. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
I dati mensili aiutano a colmare la differenza di frequenza. Gli indicatori del comitato comprendono redditi, occupazione, consumi, vendite e produzione industriale. Queste serie possono muoversi in modi diversi perché misurano parti differenti dell’economia, vengono pubblicate con calendari diversi e possono essere riviste. L’occupazione può continuare a cambiare dopo che la produzione ha raggiunto il minimo; una flessione circoscritta a un settore può non rispecchiare l’economia nel suo insieme. L’obiettivo è valutare un quadro coerente, non pretendere che tutti gli indicatori cambino direzione nello stesso momento. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Per questo, “il PIL è sceso” e “l’NBER ha datato una recessione” sono affermazioni collegate, ma non intercambiabili. Il PIL è una misura importante e può indicare una contrazione; la cronologia statunitense dell’NBER verifica anche se le prove più ampie mostrano un calo significativo e diffuso e individua i punti di svolta mensili. Anche il glossario del BEA precisa che la regola dei due trimestri non è la designazione ufficiale statunitense e che l’NBER considera più indicatori. {source:beaRecessionGlossary}
Perché le prime letture sulla recessione e le stime del PIL possono cambiare
I dati economici sono stime costruite a partire da informazioni di base che arrivano nel tempo. La stima anticipata trimestrale del PIL pubblicata dal BEA usa alcuni dati incompleti o provvisori. La seconda e la terza stima arrivano quando sono disponibili informazioni più dettagliate e complete. Aggiornamenti annuali o complessivi successivi possono includere ulteriori dati o cambiamenti di metodi e definizioni. Ciò non vuol dire che ogni dato iniziale cambi molto, ma è importante indicare la stima e la relativa versione. {source:beaGdpReleaseAdditionalInfo}
Le revisioni contano in particolare vicino ai punti di svolta, quando la crescita comunicata è prossima allo zero. Una piccola modifica può far passare un trimestre da una crescita lievemente positiva a una lievemente negativa, o viceversa. Le revisioni possono inoltre modificare l’entità misurata della contrazione o la datazione storica suggerita dai primi dati. La regola sintetica dei due trimestri è particolarmente sensibile al cambiamento di segno perché conta semplicemente i cali consecutivi.
Il processo di datazione dell’NBER è pensato per usare più informazioni rispetto a quelle contenute nelle prime pubblicazioni del PIL. Le sue FAQ dicono che il comitato attende prove sufficienti e le revisioni ordinarie; non esiste un numero fisso di mesi prima dell’annuncio. Questo ritardo fa parte della cronologia retrospettiva e riduce la dipendenza da un unico dato preliminare. Significa anche che la data definitiva del ciclo economico non è un indicatore in tempo reale disponibile nel momento in cui inizia la flessione. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Quando riassumi un grafico, indica la fonte, la versione della pubblicazione, il periodo di riferimento e se si tratta di PIL reale o nominale. Prima di confrontare due stime, verifica che usino lo stesso Paese, la stessa frequenza, lo stesso aggiustamento stagionale e la stessa misura. Un titolo sulla crescita negativa del PIL può descrivere correttamente una pubblicazione e restare comunque incompleto come affermazione sull’intero ciclo economico.
Perché un’espansione può iniziare prima del ritorno al picco precedente
Una recessione descrive la direzione del cambiamento tra un picco e un minimo, non se l’attività economica abbia già recuperato il massimo precedente. Quando l’attività raggiunge un minimo e inizia a salire, secondo la cronologia dell’NBER comincia la fase di espansione successiva. Il livello della produzione può restare sotto il picco precedente per una parte o per tutta la fase iniziale di quell’espansione. {source:nberBusinessCycleDatingFaq}
Considera un semplice percorso ipotetico. Un indice della produzione sale a 100, scende a 94 e poi comincia a salire a 95 e 97. La discesa da 100 a 94 è la contrazione; l’aumento a partire da 94 è un’espansione, anche se l’indice non è ancora tornato a 100. I numeri sono solo illustrativi e non sono dati storici né attuali. Il recupero del tasso di variazione e quello del livello sono due traguardi distinti.
Questa distinzione aiuta a evitare due interpretazioni comuni. Primo, una debolezza persistente dopo un minimo non significa necessariamente che la contrazione continui, se l’attività nel complesso sta aumentando. Secondo, l’inizio di un’espansione non vuol dire che famiglie e imprese abbiano recuperato i precedenti livelli di reddito, occupazione o produzione. I vari indicatori possono tornare ai massimi precedenti in momenti diversi, e alcuni possono seguire percorsi differenti.
La distinzione tra livello e variazione ricorre anche in altre misure macroeconomiche. L’output gap confronta la produzione effettiva con una stima della produzione potenziale sostenibile; non data i picchi e i minimi delle recessioni e non sostituisce la cronologia dell’NBER. Per approfondire quella misura, leggi Output gap e PIL potenziale: formula, esempio e limiti.
Come leggere le affermazioni sulle recessioni tra Paesi
Prima di accettare un’affermazione su una recessione, individua la giurisdizione e l’istituzione che usa il termine. Chiediti se si tratta di una convenzione tecnica dei due trimestri, di una comunicazione di un istituto statistico, di una contrazione statunitense datata dall’NBER o di un’altra misura nazionale del ciclo economico. I Paesi hanno sistemi statistici, andamenti tipici della crescita e istituzioni che datano i punti di svolta diversi. L’ONS discute la convenzione dei due trimestri nel contesto britannico e ne sottolinea i limiti, oltre al valore di indicatori più ampi. Non presumere che questa convenzione comunicativa sia una definizione internazionale unica. {source:onsEconomicCycleCommunication2022}
Poi controlla che cosa misura l’affermazione. Si riferisce al PIL reale o a un’altra misura dell’attività? I dati sono trimestrali o mensili, preliminari o rivisti? “Recessione” indica un calo della produzione, una contrazione ampia dell’attività o un’etichetta tecnica usata per comunicare? Esplicitare questi aspetti aiuta a confrontare le affermazioni senza fingere che rispondano esattamente alla stessa domanda.
Infine, distingui una definizione da un indicatore o da uno scenario. La Sahm Rule è un indicatore del mercato del lavoro creato per segnalare un determinato andamento; non è la definizione di recessione dell’NBER. Leggi Che cos’è la Sahm Rule? Come funziona questo indicatore di recessione. Un soft landing descrive un esito in cui le pressioni inflazionistiche si attenuano senza una grave flessione; non è un altro modo per datare una recessione. Per la distinzione, leggi Soft landing e recessione: che cosa significa un atterraggio morbido?.
Domande frequenti
Q1Due trimestri di calo del PIL significano automaticamente che l’NBER ha datato una recessione?
No. Due trimestri consecutivi di calo del PIL reale sono una formula sintetica comune, ma per la sua cronologia statunitense l’NBER considera prove più ampie, tra cui l’entità e la diffusione della flessione e gli indicatori mensili.
Q2Un’espansione inizia solo quando la produzione torna al picco precedente?
No. Nella cronologia dell’NBER, l’espansione segue un minimo quando l’attività comincia a salire. Nella fase iniziale la produzione può restare sotto il picco precedente.
Q3Perché un dato sul PIL usato in una discussione sulla recessione può essere rivisto?
Le prime stime trimestrali si basano su dati di origine incompleti o provvisori. Il BEA pubblica stime successive quando arrivano informazioni più dettagliate; ulteriori aggiornamenti possono modificare la serie storica. Quando citi un dato, indica la versione della pubblicazione.
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Glossario delle opzioni
A call or put whose strike is near the underlying price; it has little intrinsic value and often substantial sensitivity to time and volatility.
Leggi la guida completaCall optionA contract that gives its holder the right, but not the obligation, to buy the underlying at the strike before or at expiration under the contract terms.
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