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Capitale bancario e rischio di credito12 min di lettura

Obbligazioni AT1 e CoCo: trigger, svalutazione e conversione

Scopri come gli AT1 e i CoCo assorbono le perdite bancarie, la differenza tra svalutazione e conversione e il ruolo del contratto e delle norme locali.

In questa guidaChe cosa sono AT1 e CoCo

Breve sintesi

Gli strumenti Additional Tier 1 (AT1) sono titoli di capitale bancario pensati per assorbire perdite prima che una banca raggiunga il punto di non sostenibilità o quando vi arriva. Alcuni sono detti obbligazioni convertibili contingenti, o CoCo: al verificarsi di un evento previsto dal contratto, il capitale può essere ridotto oppure convertito in azioni. Trigger, perdita, priorità di pagamento ed effetti legali dipendono dal titolo e dalla legge applicabile all’emittente.

Che cosa sono AT1 e CoCo

AT1 è una categoria regolamentare di capitale, non un contratto standard. Gli AT1 conformi a Basilea sono perpetui e subordinati a depositanti, creditori generali e debito subordinato della banca. L’emittente deve poter cancellare cedole o distribuzioni a propria discrezione; la cancellazione consentita non è necessariamente un mancato pagamento. Il quadro di Basilea sulla definizione del capitale illustra questi requisiti e l’assorbimento delle perdite.

“CoCo” è un termine di mercato per uno strumento con assorbimento condizionato delle perdite, spesso tramite conversione in azioni o riduzione del capitale. Molte obbligazioni AT1 sono CoCo, ma i termini non sono sinonimi: alcuni CoCo appartengono ad altri livelli di capitale e le clausole AT1 non sono tutte uguali. Una riduzione del capitale può avvenire senza conversione. Il nome del prodotto non sostituisce prospetto e condizioni definitive.

L’AT1 serve a sostenere la banca mentre continua a operare e ad assorbire perdite in una crisi grave o in risoluzione. Per questo un trigger può intervenire prima di una procedura formale d’insolvenza. Rispetto a un’obbligazione ordinaria con scadenza fissa, contano anche le soglie, i poteri delle autorità e la disciplina della risoluzione.

Due tipi di trigger: coefficiente patrimoniale e non sostenibilità

Alcuni contratti prevedono un trigger meccanico legato al coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1). Secondo Basilea, un AT1 classificato come passività deve avere un meccanismo di assorbimento del capitale a una soglia CET1 prefissata di almeno 5,125%; il contratto può indicare un valore più alto. Anche l’articolo 54 del regolamento UE sui requisiti patrimoniali prevede il 5,125% o una soglia contrattuale superiore per gli strumenti coperti. Non è una soglia universale per tutti gli AT1.

Il rapporto CET1 non è il prezzo delle azioni né la cassa disponibile: confronta il capitale regolamentare con le attività ponderate per il rischio. Contratto e norme stabiliscono quale banca o gruppo misurare, la data e il metodo di calcolo. Una stima tratta da un bilancio non dimostra, da sola, che si sia verificato il trigger.

Un trigger di punto di non sostenibilità (PONV) può invece dipendere dalla decisione dell’autorità competente. Il quadro di Basilea considera il primo momento in cui l’autorità ritiene necessario ridurre o convertire il capitale per evitare che la banca diventi non sostenibile, oppure decide un sostegno pubblico senza il quale la banca non lo sarebbe. La legge nazionale può attribuire direttamente questi poteri; non esiste una soglia numerica PONV mondiale. Il medesimo contratto può combinare trigger CET1 e PONV.

Riduzione del capitale e conversione hanno effetti diversi

La riduzione o svalutazione del capitale diminuisce il credito legale del titolare. Può essere parziale o totale, permanente oppure temporaneamente reversibile a condizioni precise, e può ridurre cedole future e importi di rimborso. Per il requisito PONV di Basilea lo strumento deve poter essere azzerato in modo permanente o convertito in azioni. Non bisogna presumere che il capitale ridotto venga ripristinato.

La conversione scambia tutto o parte del credito AT1 con azioni, di solito ordinarie. Il contratto definisce prezzo o rapporto di conversione e limiti. Il titolare passa da un credito con cedola a una partecipazione azionaria, il cui valore dipende dal prezzo, dalla diluizione, dai diritti societari e dalla condizione della banca; può essere molto inferiore al capitale ceduto. La norma UE disciplina parametri e conseguenze nei casi coperti, ma altre giurisdizioni possono differire.

Certificato obbligazionario vuoto tra due scene bancarie: in un percorso si frantuma, nell’altro compaiono tessere azionarie vuote
Illustrazione concettuale di due possibili modalità di assorbimento delle perdite, riduzione del capitale o conversione; non mostra termini contrattuali, soglie di attivazione o dati di mercato

Perché l’AT1 può assorbire perdite mentre restano azioni

L’AT1 è capitale destinato a una banca in continuità operativa. Un trigger CET1 o PONV può quindi scattare prima di una procedura giudiziaria d’insolvenza, anche se gli azionisti ordinari hanno ancora azioni. La legittimità e l’eventuale necessità di ridurre prima il capitale ordinario dipendono dal contratto e dalla legge locale.

Occorre separare grado dei creditori e sequenza di risoluzione. Il grado determina chi ha priorità sugli attivi in liquidazione; la sequenza stabilisce l’ordine in cui l’autorità può ridurre o convertire strumenti. La Bank of England indica che nella gerarchia britannica AT1 precede gli azionisti CET1 ma segue Tier 2. L’Autorità bancaria europea spiega invece che nella sequenza UE si riduce prima la capacità CET1, poi AT1 e infine Tier 2. La dichiarazione UK e la guida EBA affrontano questioni collegate ma distinte, senza stabilire una gerarchia mondiale.

Il caso Credit Suisse: cosa dimostra e cosa no

Nel marzo 2023 la FINMA ordinò la svalutazione di tutti gli AT1 di Credit Suisse, per circa CHF 16,5 miliardi di valore nominale. La FINMA disse che i prospetti prevedevano l’azzeramento totale in caso di “Viability Event”, in particolare con un sostegno straordinario pubblico, e che i prestiti di liquidità d’emergenza garantiti dalla Confederazione soddisfacevano tali condizioni. La FINMA richiamò anche un’ordinanza d’emergenza svizzera. Questa è la spiegazione della FINMA su quell’azione, non una regola per altri emittenti.

Il 1º ottobre 2025 il Tribunale amministrativo federale svizzero, con una decisione parziale, annullò l’ordine in un procedimento ritenendo che mancasse una base legale. Non decise ancora la richiesta di ripristino. La FINMA annunciò un ricorso al Tribunale federale; nell’ottobre 2025 il tribunale comunicò che gli altri procedimenti erano sospesi in attesa del caso principale. Gli avvisi ufficiali descrivono una decisione non definitiva e non determinano né l’esito finale né un rimborso. Verifica gli aggiornamenti successivi dei tribunali svizzeri.

Il caso distingue il testo del prospetto, il verificarsi del trigger contrattuale, i poteri previsti dalla legge e l’esistenza di una base legale adeguata. Non dimostra una gerarchia valida ovunque né che ogni supporto pubblico faccia scattare ogni contratto AT1.

Il comunicato del tribunale sulla decisione parziale riporta la pronuncia e la richiesta di ripristino ancora pendente.

Esempio ipotetico di perdita e rischi residui

Solo a titolo illustrativo, un investitore possiede 10.000 dollari nominali di un AT1 ipotetico che prevede l’azzeramento permanente al verificarsi di un trigger. Supponiamo che il CET1 definito dal contratto superi la soglia e che l’autorità adotti la misura richiesta. In queste ipotesi, il credito di 10.000 dollari potrebbe scomparire e le distribuzioni future cessare. Non è una previsione né la descrizione di un titolo reale; un altro contratto potrebbe prevedere riduzione parziale o conversione.

In caso di conversione, si ricevono le azioni previste dal contratto, non la promessa di recuperare il nominale. Già prima del trigger il prezzo può scendere per rivalutazioni di capitale, liquidità, redditività o rischi legali e politici. Le cedole possono essere cancellate, la scadenza può essere perpetua o prorogata e vendere in crisi può essere difficile. Restano inoltre rischi di misurazione, perimetro del gruppo, discrezionalità PONV, valutazione della conversione, tassi, liquidità ed esecuzione transfrontaliera. Una cedola elevata non li elimina.

Come leggere le condizioni AT1

Identifica l’emittente (banca o holding), la valuta, la legge applicabile e la forma del titolo. Trova la soglia CET1 e il perimetro di calcolo, poi la definizione di PONV o “Viability Event”: chi decide, a quale entità si applica e se comprende il sostegno pubblico straordinario.

Poi verifica l’esito: riduzione totale o parziale, permanente o reversibile a condizioni limitate? In caso di conversione, quali azioni, prezzo o rapporto, limiti, diluizione e diritti? Controlla discrezionalità sulle cedole, call, proroghe e grado in liquidazione e risoluzione. Leggi il prospetto completo, non solo la scheda commerciale, e confrontalo con dati patrimoniali e norme aggiornati.

Per approfondire, consulta grado di obbligazioni garantite e non garantite, covenant e indenture e variazioni del rating delle obbligazioni societarie. Questa guida spiega meccanismi generali e non stabilisce l’effetto legale di un titolo specifico né consiglia di acquistare o vendere.

Una regola pratica per leggere un AT1

Leggi insieme il prospetto, la legge applicabile all’emittente e il quadro di risoluzione. Un titolo su una soglia o una priorità di pagamento non risponde a tre domande: quale evento attiva l’assorbimento delle perdite, che cosa accade al credito dell’investitore e quale grado ha se la banca entra in risoluzione o liquidazione? Verifica insieme queste condizioni e indica la data di ogni riepilogo dello stato giuridico.

Domande frequenti

Q1Una cedola AT1 può essere cancellata senza insolvenza della banca?

Sì. I criteri di Basilea richiedono ampia discrezionalità per cancellare le distribuzioni sugli AT1 ammissibili. Contratto e legge locale ne determinano gli effetti; non è necessariamente un mancato pagamento.

Q2Tutti i CoCo vengono convertiti in azioni?

No. Alcuni sono convertiti, altri subiscono una riduzione del capitale; un titolo può prevedere esiti diversi per trigger differenti. Fanno fede prospetto e condizioni definitive.

Q3L’AT1 viene sempre ridotto dopo che gli azionisti hanno perso tutto?

Non esiste una regola mondiale semplice. Alcuni trigger possono intervenire mentre la banca continua a operare; le leggi di risoluzione e insolvenza fissano effetti e priorità specifici.

Fonti e approfondimenti

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