Tasso di risparmio personale: come lo calcola la BEA e cosa misura
Scopri come la BEA calcola il tasso di risparmio personale, perché può muoversi diversamente dagli importi risparmiati o spesi e cosa non mostra questa misura dei conti nazionali.
In questa guidaChe cosa misura il tasso di risparmio personale della BEA?
Breve sintesi
Il tasso di risparmio personale della BEA è il risparmio personale di un periodo diviso per il reddito personale disponibile. È un rapporto dei conti nazionali, non un conteggio diretto dei depositi bancari delle famiglie né una misura completa delle variazioni patrimoniali.
Che cosa misura il tasso di risparmio personale della BEA?
Il tasso di risparmio personale esprime il risparmio personale in percentuale del reddito personale disponibile (DPI). Il Bureau of Economic Analysis statunitense (BEA) lo pubblica nell’ambito dei National Income and Product Accounts (NIPA). È una misura di flusso riferita a un periodo: indica quanto reddito al netto delle imposte del settore personale resta dopo le spese personali conteggiate dalla BEA.
Il tasso risponde a una domanda sul rapporto tra due grandezze. Se il risparmio personale è il 6% del DPI, non significa che ogni famiglia abbia risparmiato il 6% del proprio reddito. Descrive il rapporto tra due stime aggregate NIPA per il periodo indicato. La [pagina BEA sul tasso di risparmio personale]({source:beaPersonalSavingRate}) definisce l’indicatore e rimanda alle tavole dei conti sottostanti.
Una percentuale è diversa anche dall’importo in denaro risparmiato. Il tasso può salire insieme agli importi risparmiati, ma può anche scendere mentre questi aumentano, se il DPI cresce proporzionalmente più in fretta. Leggi il tasso insieme a numeratore, denominatore, periodo e versione dei dati. Una sola variazione mensile non spiega perché le famiglie abbiano modificato le spese né che cosa dovrebbe fare una singola famiglia.
Come calcola la BEA il risparmio personale?
La BEA definisce il DPI come reddito personale meno imposte correnti personali. Le spese personali comprendono i consumi personali (PCE), gli interessi personali pagati e i trasferimenti correnti personali pagati. Il risparmio personale è il reddito personale meno le spese personali e le imposte correnti personali. Poiché il DPI ha già sottratto queste imposte, la stessa formula può essere scritta in modo più sintetico:
Risparmio personale = DPI − spese personali
Tasso di risparmio personale = risparmio personale ÷ DPI × 100
Le [definizioni BEA di reddito e spese personali]({source:beaPersonalIncomeOutlaysDefinitions}) descrivono queste voci contabili. Il denominatore è il DPI, non il reddito personale lordo, i soli salari o il totale delle vendite al dettaglio. Il numeratore è il risparmio personale definito dalla BEA, non un aumento osservato dei saldi dei conti correnti o di risparmio.
La formula mostra anche perché vanno considerate entrambe le componenti. Se in un periodo il DPI è pari a 1.000 miliardi di dollari e le spese personali a 940 miliardi, il risparmio personale è 60 miliardi e il tasso è il 6%. Se le spese superano il DPI, il calcolo produce un risparmio personale negativo per quel periodo. La [FAQ BEA sul perché il risparmio personale può essere negativo]({source:beaFaq65}) spiega che in un trimestre la spesa può temporaneamente superare il DPI perché il reddito corrente non è l’unica fonte di finanziamento: le famiglie possono attingere ai depositi accumulati in precedenza, vendere attività o prendere a prestito. Il tasso non è quindi un voto assegnato a una famiglia; deriva dalla divisione dei flussi aggregati definiti dalla BEA.
Esempio ipotetico: risparmio e spese possono aumentare insieme
Supponiamo che nel Periodo A, puramente ipotetico, il DPI sia di 1.000 miliardi di dollari e le spese personali di 940 miliardi. Il risparmio personale è di 60 miliardi; dividendo 60 per 1.000 si ottiene un tasso del 6,0%.
Nel Periodo B ipotetico, supponiamo che il DPI salga a 1.050 miliardi e che aumentino anche le spese, fino a 970 miliardi. Il risparmio è ora di 80 miliardi e il tasso è circa il 7,6%. Sia le spese sia l’importo risparmiato sono aumentati. Il risparmio personale è passato da 60 a 80 miliardi, circa il 33,3%, mentre il DPI è salito del 5%. Poiché il risparmio personale è cresciuto proporzionalmente più del DPI, è diventato una quota maggiore del DPI.
Tutte le cifre sono inventate a scopo illustrativo. Non corrispondono a una pubblicazione BEA, a una stima attuale o a una previsione e non indicano che cosa abbia causato le variazioni. Nei dati effettivi possono cambiare più componenti di reddito e spesa e revisioni successive possono modificare i valori pubblicati.
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Che cosa può far variare il tasso di risparmio personale?
Il tasso può cambiare perché varia il risparmio personale, perché varia il DPI o perché i due si muovono a velocità diverse. Poiché il risparmio personale è il DPI meno le spese personali, possono incidere le variazioni del reddito personale, delle imposte correnti, dei PCE, degli interessi personali pagati o dei trasferimenti correnti personali pagati. L’identità contabile mostra come si collegano le componenti, ma da sola non identifica la causa comportamentale della variazione.
Il denominatore conta anche quando l’importo risparmiato aumenta. In un altro esempio ipotetico, 60 miliardi di risparmio su 1.000 miliardi di DPI equivalgono al 6,0%. Se il risparmio è 66 miliardi e il DPI 1.200 miliardi, il tasso è il 5,5%. L’importo risparmiato è cresciuto, ma il tasso è sceso perché il DPI è aumentato più rapidamente. Un tasso e un importo possono quindi indicare direzioni diverse senza che uno dei due calcoli sia sbagliato.
Allo stesso modo, un tasso in aumento non significa automaticamente che tutte le famiglie siano diventate più prudenti o più fiduciose. L’aggregato combina redditi e spese diversi, e la pubblicazione non separa da sola le motivazioni delle famiglie. Prima di spiegare una variazione, controlla le componenti, il periodo e l’eventuale effetto delle revisioni sul confronto. Le spiegazioni causali sono una domanda distinta e richiedono prove ulteriori rispetto al rapporto.
Che cosa include e che cosa esclude la misura della BEA?
Il tasso di risparmio personale deriva dal conto BEA del settore personale. Riassume flussi definiti di reddito e spesa per il settore coperto; non è una media ricavata chiedendo a ogni persona quanto denaro abbia conservato. Il capitolo 2, “Fundamental Concepts”, del NIPA Handbook BEA descrive reddito e risparmio, mentre l’Account 3 in appendice è il Personal Income and Outlay Account. Il [manuale]({source:beaNipaHandbookFundamentals}) indica che il conto comprende famiglie, istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (NPISH), fondi assistenziali privati non assicurati e fondi fiduciari privati.
La distinzione è importante se si confronta il tasso con la situazione finanziaria di una famiglia. Secondo la BEA, il risparmio personale può servire ad acquistare attività finanziarie, come depositi bancari o fondi comuni, acquistare una casa oppure ridurre le passività rimborsando il capitale di mutui o debiti al consumo. La [FAQ BEA sul risparmio personale]({source:beaFaq65}) descrive questi impieghi. Il tasso non è dunque un conteggio diretto dei depositi: il risparmio può essere destinato a diversi usi e la sola variazione dei depositi non deve coincidere con il risparmio personale. Come aggregato, inoltre, non mostra come il risparmio sia distribuito tra le famiglie. Un tasso elevato non dimostra che ogni gruppo disponga di un cuscinetto adeguato; un tasso basso non dimostra che tutte le famiglie stiano riducendo le attività.
Il risparmio personale non coincide neppure con la variazione del patrimonio netto delle famiglie. Nel trattamento NIPA, le plusvalenze e le minusvalenze non sono incluse nel risparmio personale. L’aumento o la diminuzione del valore di mercato di una casa o di un portafoglio può modificare la ricchezza senza costituire il flusso di risparmio corrente rappresentato dal tasso. Non va letto come una misura completa del bilancio patrimoniale. [La sezione “Income and saving” del NIPA Handbook del BEA]({source:beaNipaHandbookFundamentals}) descrive questo confine contabile.
Infine, il risparmio personale non è il risparmio nazionale. È la misura del settore personale definita nel conto BEA. Per parlare del risparmio dell’intera economia occorrono i conti e le definizioni più ampi pertinenti, non questo singolo tasso trattato come un totale completo.
Come leggere il tasso accanto ai livelli in dollari SAAR?
La BEA pubblica molti livelli mensili e trimestrali in dollari come tassi annui destagionalizzati (SAAR). Dopo la destagionalizzazione, gli importi sono espressi a un ritmo annuale; un livello mensile o trimestrale SAAR non è la somma effettivamente accumulata in un anno di calendario. Controlla le unità e il periodo indicati accanto a ogni valore. La BEA descrive frequenza e convenzione del tasso annuo nelle [informazioni sulla pubblicazione Personal Income and Outlays]({source:beaPersonalIncomeOutlaysDefinitions}).
Il tasso di risparmio resta una percentuale calcolata usando risparmio personale e DPI del periodo corrispondente. Se i due flussi in dollari dello stesso periodo sono espressi con un fattore comune di annualizzazione, quel fattore si semplifica nel rapporto. Non moltiplicare di nuovo il tasso pubblicato per 12 o per 4. Mantieni le rispettive unità: dollari a tasso annuo per i livelli, percentuale per il rapporto.
Ricorda inoltre che le spese personali sono più ampie dei soli PCE. Oltre ai PCE, la BEA include le spese per interessi personali e i trasferimenti correnti personali pagati. Un rapporto sulle vendite al dettaglio o il dato principale dei PCE, da solo, non rappresenta quindi tutte le spese usate nel calcolo del risparmio personale.
Perché la BEA può rivedere il tasso di risparmio personale?
Il tasso dipende dal DPI e dalle spese personali; una revisione di una delle due serie può modificare il risparmio personale calcolato e la sua quota del DPI. La [FAQ BEA: come sono stati rivisti nel tempo il risparmio personale e il tasso di risparmio personale?]({source:beaRevisionsFaq}) spiega che le stime possono essere aggiornate quando arrivano nuovi dati o vengono rivisti quelli di fonte, oppure quando migliorano metodi, definizioni o concetti.
Un tasso rivisto non dimostra necessariamente che le famiglie abbiano cambiato comportamento dopo la prima pubblicazione. Può riflettere una nuova stima del reddito o delle spese del periodo. Per un confronto corretto, annota la data di pubblicazione o la versione dei dati e, quando possibile, usa valori della stessa versione. Se un grafico combina osservazioni scaricate in momenti diversi, verifica che le serie storiche siano state aggiornate in modo coerente.
Non dare per scontato che un unico calendario di revisione valga per tutte le serie o pubblicazioni BEA. La FAQ descrive le prassi per le stime che tratta; per la serie e la versione utilizzate, fai riferimento alla pagina della pubblicazione e alla relativa tavola.
Una lista di controllo per leggere una pubblicazione sul tasso di risparmio personale
Per prima cosa individua il mese o il trimestre e la versione della pubblicazione. Poi leggi il tasso insieme agli importi di risparmio personale e DPI, non isolatamente. Verifica se i livelli in dollari sono tassi annui destagionalizzati e ricorda che la percentuale non è un altro importo annualizzato.
Esamina quindi le componenti del calcolo. Il risparmio personale è il DPI meno le spese personali, che includono PCE, interessi personali pagati e trasferimenti correnti personali pagati. Verifica che numeratore, denominatore e periodo di confronto utilizzino la stessa versione BEA. Evita di dedurre motivazioni, distribuzione o variazioni patrimoniali delle singole famiglie da questo solo rapporto di flussi aggregati.
Per le definizioni correlate, leggi Dati destagionalizzati (SA) e non destagionalizzati (NSA): cosa significa SAAR. La differenza tra risposta marginale e tasso aggregato di risparmio è spiegata in propensione marginale al consumo e al risparmio. Per la copertura di due misure di spesa spesso messe a confronto, consulta vendite al dettaglio e spese per consumi PCE.
Quando metti a confronto una tavola dei tassi e una degli importi in dollari, controlla anche le unità. Se una tavola riporta miliardi e l’altra milioni, converti prima di sommare o sottrarre i valori. Se numeratore e denominatore sono espressi nella stessa unità monetaria, questa si semplifica nel rapporto. Ciò non autorizza però a combinare periodi o perimetri contabili diversi: verifica che entrambi seguano le definizioni BEA per lo stesso periodo.
Quando confronti un tasso mensile con quello del mese precedente, osserva anche come sono variati gli importi di risparmio personale e DPI. Il passaggio dal 6% al 7% indica un cambiamento nel rapporto tra numeratore e denominatore. Per capire se deriva da più risparmio, da un DPI inferiore o da flussi che si muovono a velocità diverse, controlla le componenti. Se la variazione è piccola, arrotondamenti o revisioni successive possono influire sull’interpretazione: verifica unità e versione dei dati di fonte.
Un risparmio personale negativo descrive il rapporto nei conti nazionali per un periodo. Non prova direttamente che ogni famiglia abbia preso a prestito per finanziare le spese o che i saldi di cassa di tutte siano diminuiti. Il tasso riassume flussi aggregati definiti dalla BEA, non le condizioni finanziarie di tutte le famiglie. Se compare un valore negativo o una variazione brusca, controlla prima il concetto della tavola, le unità, il periodo e la storia delle revisioni; poi valuta se servono prove separate sul comportamento delle famiglie.
Quando descrivi l’entità di una variazione, distingui percentuali e punti percentuali. Nell’esempio ipotetico precedente, il passaggio dal 6,0% a circa il 7,6% equivale a un aumento di circa 1,6 punti percentuali. Scrivere “aumento dell’1,6%” può sembrare una variazione relativa al valore iniziale. Se il dato di partenza è arrotondato, precisa che anche la differenza calcolata è approssimativa.
Distingui anche la data di pubblicazione dal periodo cui si riferiscono i dati. Il mese in cui esce il comunicato non coincide con il mese o trimestre descritto dal tasso. Per un grafico o un confronto con altre statistiche, usa il periodo indicato nella tavola, non soltanto la data di pubblicazione. Se confronti frequenze diverse, stabilisci prima se la domanda richiede dati mensili, trimestrali o annuali e annota le conversioni e le serie utilizzate.
Non presumere che sommare o fare la media dei 12 tassi mensili produca il tasso annuale. Il tasso mensile è il risparmio personale di quel mese diviso per il DPI del mese. Per ottenere il tasso annuale, usa risparmio personale e DPI del periodo annuale e calcola il rapporto tra i due. Se il denominatore varia da un mese all’altro, una media semplice dei tassi mensili può non coincidere con il rapporto ponderato per il DPI annuale.
Domande frequenti
Q1Il tasso di risparmio personale indica la quota di reddito che risparmia ogni famiglia?
No. È un rapporto aggregato dei conti nazionali BEA. Non riporta il tasso di risparmio di ogni famiglia né la distribuzione del risparmio.
Q2Un tasso più alto significa che le famiglie hanno aggiunto lo stesso importo ai depositi bancari?
No. Il risparmio personale BEA è un flusso contabile, non un conteggio diretto dei depositi. Variazione dei depositi e risparmio personale sono misure diverse.
Q3Il risparmio personale può aumentare mentre il tasso scende?
Sì. Se gli importi risparmiati aumentano ma il DPI cresce in misura proporzionale maggiore, il rapporto può diminuire. Conta anche il denominatore.
Q4Il tasso misura le variazioni del patrimonio netto delle famiglie?
No. Misura un flusso di risparmio corrente secondo le definizioni BEA. Nei NIPA plusvalenze e minusvalenze non rientrano nel risparmio personale, quindi il tasso non misura tutte le variazioni del patrimonio netto. [La sezione “Income and saving” del NIPA Handbook del BEA]({source:beaNipaHandbookFundamentals}) spiega questo limite.
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